Smettere di fumare

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Il fumo sia attivo che passivo è una delle principali cause evitabili di morbilità e mortalità nei Paesi Occidentali. È dimostrato che il fumo rappresenta il più importante fattore di rischio per il cancro del polmone, le malattie cardiovascolari e la broncopatia cronica ostruttiva. È inoltre implicato nell’insorgenza di neoplasie del cavo orale, della faringe, dell’esofago e sembra giocare un ruolo anche nelle neoplasie di rene e pancreas.

La ragione più importante per smettere di fumare è certamente quella di preservare la propria salute e i benefici sono sia immediati che a lungo termine.

  • Entro 20 minuti rallenta il battito cardiaco e cala la pressione del sangue
  • Dopo 12 ore il livello di monossido di carbonio nel sangue torna alla normalità
  • Dalle 2 alle 12 settimane la circolazione migliora e aumenta la funzionalità polmonare.
  • Da 1 a 9 mesi migliorano tosse e respiro corto.
  • Dopo 1 anno il rischio di malattia è dimezzato rispetto a quello di un fumatore
  • Da 5 a 15 anni il rischio di ictus si riduce al pari di quello di un non fumatore
  • Dopo 10 anni il rischio di tumore al polmone diventa la metà di quello di un fumatore.

Come smettere?

Il primo strumento fondamentale e indispensabile per smettere di fumare è la forza di volontà. L’importante è non scoraggiarsi e riprovare finché non ci si riesce, magari facendosi aiutare da parenti, amici, dal proprio medico o da uno dei centri antifumo.

Su tutto il territorio italiano vi sono ben 400 centri antifumo, che aiutano a smettere di fumare con vari strumenti:

  • Counseling individuale.
  • Serve a definire la disponibilità al cambiamento, a gestire i momenti di crisi e ad attenuare i sintomi sgradevoli.
  • Terapie di gruppo Danno la possibilità di condividere con altre persone problemi e soluzioni.
  • Utilizzo di prodotti sostitutivi della nicotina.

In commercio esistono diverse formulazioni che rilasciano nicotina: gomme, cerotti, tavolette ed inhaler. Tutti i sostituti consentono di mantenere concentrazioni elevate di nicotina per periodi prolungati, riducendo i sintomi da astinenza ed il desiderio di fumare, e aumentando del 50-70% le probabilità di successo di chi intende smettere di fumare. Negli studi effettuati, le varie formulazioni hanno dimostrato un’efficacia sovrapponibile, quindi la scelta dovrà essere dettata dalle preferenze dell’utilizzatore, dalla durata d’azione delle diverse formulazioni e dalla tollerabilità soggettiva.

In alcuni casi il medico, accanto al counseling e all’aiuto comportamentale può prescrivere dei farmaci come:

  • Bupropione.
  • È un farmaco antidepressivo che stimola la dopamina, legata alle sensazioni di piacere, e inibisce l’azione della noradrenalina. Il risultato è quello di attenuare il desiderio di fumare e la sindrome di astinenza. Serve soprattutto ai forti fumatori a rischio e a chi non ha smesso con altri sistemi.
  • Vareniclina.
  • Svolge la funzione di agonista parziale della nicotina. Agisce sugli stessi recettori, bloccandone il legame e stimola parzialmente il rilascio di dopamina.  Riduce i sintomi dell’astinenza e della dipendenza (se fumi ti viene la nausea). Serve soprattutto a chi a un’elevata dipendenza.
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