Lo zafferano.

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La polvere di zafferano si ricava dagli stimmi del fiore di una piccola pianta erbacea, il Crocus sativus. Il nome venne introdotto dagli arabi che lo chiamavano za’fran che vuol dire “giallo”, in onore del tipico colore della spezia.

Composizione1.

Da un punto di vista nutrizionale, in 100 grammi di zafferano ritroviamo 75,2% di carboidrati, 9% di proteine, 15,8% di grassi.  principi attivi dello zafferano sono:

  • la crocina, responsabile della colorazione giallo-arancio;
  • la picrocrocina che conferisce il tipico sapore amaro;
  • e il safranale, che dà fragranza alla spezia.

Lo zafferano è una miniera di carotenoidi, cioè di antiossidanti in grado di contrastare i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento e coinvolti nello sviluppo di molte malattie. È il vegetale più ricco di carotenoidi e batte anche la carota.

Tale spezia è ricca anche di elementi minerali, rappresentati per la maggior parte da calcio, fosforo, sodio, potassio e ferro, e di vitamine, in particolare A, C, e diverse del gruppo B (b1, b2, b3, b6).

Proprietà benefiche

  • Migliora la digestione2. Stimolando i succhi gastrici e la secrezione di bile, risulta utile in caso di gastrite o difficoltà digestive, oltre a contrastare il gonfiore addominale, grazie alle sue proprietà carminative.
  • Aiuto contro l’insonnia. È un leggero “sedativo” che tranquillizza e favorisce il sonno. Si consiglia una tisana di zafferano prima di coricarsi.
  • Combatte i dolori mestruali3. Agha-Hosseini e colleghi hanno scoperto che l’uso dello zafferano (30 mg / die) risulta utile nel trattamento dei disturbi emotivi legati alla sindrome premestruale ed è efficace nell’alleviare i sintomi. Si consiglia di scioglierne un pizzico in una tazza di latte caldo, da bere la sera con poco miele.
  • Inganna la fame. È stato dimostrato che a parità di quantità di cibo, una pietanza speziata riempie di più di una che non lo è, in quanto la ricchezza di gusto porta ad ingannare il nostro organismo, anticipando la sazietà. A ciò contribuisce anche il contenuto di fibre presenti in tale spezia.
  • Antidepressivo e ansiolitico. Studi sulle sostanze bioattive dello zafferano in depressione indicano che la crocina e il safranale riducono da un lato la ricaptazione di dopamina, norepinefrina e serotonina, dall’altro l’attività della MAO-A e MAO-B, enzimi responsabili della degradazione dei neurotrasmettitori. Portano così ad un aumento, nello spazio sinaptico, dei livelli di tali sostanze che stimolano il buon umore4Alcuni studi pilota mostrano che lo zafferano ha un effetto positivo: sul trattamento dell’ansia e della depressione5-6 e sul trattamento della depressione post-parto da lieve a moderata7.
  • Potrebbe proteggere dalla malattia di Alzheimer. Una ricerca8, pubblicata sul Journal of the Neurological Science da un gruppo italiano, mostra che l’estratto di zafferano sembra favorire la degradazione della proteina beta-amiloide9-10 (ritenuta oggi fra le principali cause della malattia) in cellule di pazienti studiate in laboratorio. Inoltre, l’estratto è risultato in grado di attivare l’enzima degradativo, catepsina B, rendendo il tutto più efficiente. Il prossimo step sarà allargare lo studio a livello cellulare per poi testare l’azione dello zafferano su persone che presentano la forma non ereditaria di Alzheimer. L’obbiettivo è quello di verificare in vivo il potenziale di questa droga nel contrastare l’accumulo di beta-amiloide, che probabilmente è il risultato di uno squilibrio tra i processi di produzione e degradazione di questo peptide.
  • Protegge dalla degenerazione maculare legate all’età. Alcuni studi11-12-13 sullo zafferano forniscono importanti indizi sulle sue azioni neuro protettive nella degenerazione maculare senile. Tali studi, sia in vitro che in vivo, mostrano che la somministrazione di crocetina ha effetti protettivi contro il danno alla retina, inibendo la degenerazione del fotorecettore e la disfunzione retinica.
  • Effetti antivirali. Una ricerca, molto recente14, suggerisce che gli estratti di zafferano potrebbero essere degli agenti utili nella terapia contro le infezioni virali. In particolare, la crocina e la picrocrocina, in vitro, sono in grado di sopprimere la penetrazione del virus dell’herpes simplex nelle cellule bersaglio e di bloccarne la replicazione dopo l’ingresso nelle cellule. Ulteriori studi vanno comunque condotti per stabilire tale funzione dello zafferano.

Quale scegliere?

Scegli quello italiano, che ha un’ottima qualità. La raccolta si fa manualmente ed è molto laboriosa, ci vogliono 200.000 fiori per ottenere un chilo di zafferano fresco e da questo 200 grammi di polvere. Per questo motivo, lo zafferano di qualità ha un prezzo piuttosto alto. Diffida quindi dai prodotti che costano poco o che hanno colori troppo accessi e quindi pieni di coloranti.

Come utilizzarlo?

Lo zafferano si può usare direttamente sui cibi oppure per ottenere tisane, o ancora si può diluire in acqua per ottenere un brodo speziato da aggiungere a risotti o zuppe di pesce. Ricorda che va aggiunto solo fine cottura: cosi non si disperdono aromi e principi nutritivi.

Oltre all’utilizzo come spezia, lo zafferano potrebbe essere utilizzato sotto forma di integratore (estratti, tinture o compresse), per il trattamento di diverse sindromi e malattie.

La dose giornaliera massima è di 1,5 grammi.

BIBLIOGRAFIA

  1. Carmona, M.; Zalacain, A.; Alonso, G.L. The Chemical Composition of Saffron: Color, Taste and Aroma; Bomarzo SL: Albacete, Spain, 2006.
  2. Alireza Rezaee Khorasany and Hossein Hosseinzadeh Therapeutic effects of saffron (Crocus sativus L.) in digestive disorders: a review. Iran J Basic Med Sci. 2016 May; 19(5): 455–469.
  3. Agha-Hosseini, M.; Kashani, L.; Aleyaseen, A.; Ghoreishi, A.; Rahmanpour, H.; Zarrinara, A.R.; Akhondzadeh, S. Crocus sativus L. (saffron) in the treatment of premenstrual syndrome: A double-blind, randomised and placebo-controlled trial. BJOG 2008, 115, 515–519.
  4. De Monte, C.; Carradori, S.; Chimenti, P.; Secci, D.; Mannina, L.; Alcaro, F.; Petzer, A.; N’Da, C.I.; Gidaro, M.C.; Costa, G.; et al. New insights into the biological properties of Crocus sativus L.: Chemical modifications, human monoamine oxidases inhibition and molecular modeling studies. Eur. J. Med. Chem. 2014, 82, 164–171
  5. Mohsen Mazidia Maryam Shemshian, Seyed Hadi Mousavia, Abdolreza Norouzy, Tayebe Kermani, Toktam Moghiman, Akram Sadeghi. A double-blind, randomized and placebo controlled trial of Saffron (Crocus sativus L.) in the treatment of anxiety and depression. J Complement Integr Med 2016; 13(2): 195–199
  6. Ghajar A , Neishabouri SM  , Velayati N , Jahangard L Crocus sativus L. versus Citalopram in the Treatment of Major Depressive Disorder with Anxious Distress: A Double-Blind, Controlled Clinical Trial. Pharmacopsychiatry. 2017 Jul;50(4):152-160
  7. Tabeshpour J, Sobhani F, Sadjadi SA, Hosseinzadeh H, Mohajeri SA, Rajabi O, Taherzadeh Z, Eslami S. A double-blind, randomized, placebo-controlled trial of saffron stigma (Crocus sativus L.) in mothers suffering from mild-to-moderate postpartum depression. Phytomedicine. 2017 Dec 1;36:145-152.
  8. Tiribuzi R, Crispoltoni L, Chiurchiù V et al. Trans-crocetin improves amyloid-β degradation in monocytes from Alzheimer’s Disease patients. J Neurol Sci. 2017 Jan 15;372:408-412. doi: 10.1016/j.jns.2016.11.004. Epub 2016 Nov 6.
  9. Papandreou, M.A.; Kanakis, C.D.; Polissiou, M.G.; Efthimiopoulos, S.; Cordopatis, P.; Margarity, M.; Lamari, F.N. Inhibitory activity on amyloid-beta aggregation and antioxidant properties of Crocus sativus stigmas extract and its crocin constituents. J. Agric. Food Chem. 2006, 54, 8762–8768.
  10. Finley, J.W.; Gao, S. A Perspective on Crocus sativus L. (Saffron) Constituent Crocin: A Potent Water-Soluble Antioxidant and Potential Therapy for Alzheimer’s Disease. J. Agric. Food Chem. 2017, 65, 1005–1020.
  11. Bisti, S.; Maccarone, R.; Falsini, B. Saffron and retina: Neuroprotection and pharmacokinetics. Vis. Neurosci. 2014, 31, 355–361.
  12. Piccardi, M.; Marangoni, D.; Minnella, A.M.; Savastano, M.C.; Valentini, P.; Ambrosio, L.; Capoluongo, E.; Maccarone, R.; Bisti, S.; Falsini, B. A longitudinal follow-up study of saffron supplementation in early age-related macular degeneration: Sustained benefits to central retinal function. Evid. Based Complement. Altern. Med. 2012, 2012, 429124.
  13. Falsini, B.; Piccardi, M.; Minnella, A.; Savastano, C.; Capoluongo, E.; Fadda, A.; Balestrazzi, E.; Maccarone, R.; Bisti, S. Influence of saffron supplementation on retinal flicker sensitivity in early age-related macular degeneration. Investig. Ophthalmol. Vis. Sci. 2010, 51, 6118–6124
  14. Soleymani S, Zabihollahi R, Shahbazi S, Bolhassani A. Antiviral effects of saffron and its major ingredients. Curr Drug Deliv. 2017 Nov 29

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