Le fave.

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Le fave sono il frutto di una pianta erbacea, appartenente alla famiglia delle leguminose. Quelle fresche vengono raccolte durante il mese di aprile.

Proprietà.

  • Utili contro la carenza di ferro. Le fave apportano più del 30% della razione giornaliera raccomandata di questo prezioso minerale. Sono così un ottimo rimedio contro l’anemia e la stanchezza di primavera. Per facilitare l’assorbimento del ferro ricorda di abbinare alle fave alimenti ricchi di vitamina C, come agrumi, peperoncino, rucola, e pomodori.
  • Ossa più forti. Tra i sali minerali contenuti nelle fave, c’è il calcio, indispensabile per la salute dei denti e delle ossa. Mangiare fave fresche può aiutare a prevenire l’osteoporosi.
  • Adatte nelle diete ipocaloriche. Le fave fresche hanno poche calorie, 88 per 100 grammi di prodotto. Inoltre, sono ricche di fibre che da un lato controllano i livelli di zucchero nel sangue, dall’altro aumentano il senso di sazietà, diminuendo la possibilità di incorrere in attacchi di fame nervosa e abbuffate ai pasti.
  • Ottime fonti di proteine vegetali, di buona qualità ma mancano di un particolare amminoacido e per poter assimilarle, è opportuno associare le fave con i carboidrati, come pasta, riso, o pane.
  • Esercitano un effetto tonico ed energizzante, grazie ai sali minerali e alle vitamine (A, C, E, e le vitamine del gruppo B). È soprattutto la B1 a giocare un ruolo fondamentale contro l’astenia, poiché esercita un effetto benefico sul metabolismo, favorendo la trasformazione del cibo in energia di pronto utilizzo.
  • Fonti di levodopa, precursore della dopamina, fondamentale per il benessere del nostro apparato neurologico.
  • Combattono la ritenzione idrica. Un semplice decotto permette di favorire la diuresi, ideale in caso di cellulite, causata soprattutto da una tendenza eccessiva ad accumulare liquidi.

Le fave sono appetitose cotte al vapore o appena sbollentate, condite con un filo di olio extravergine e una manciata di prezzemolo oppure stufate in padella con una cipolla di tropea e una manciata di lattuga. Buone anche in zuppe o minestroni.

 Controindicazioni.

Non devono essere assunte da coloro che soffrono di Favismo. Una malattia ereditaria che inibisce la produzione di un enzima, il G6PD, indispensabile per neutralizzare gli effetti di alcune sostanze negative presenti in questi legumi. Il soggetto con carenza di questo enzima, quando ingerisce fave, ha un’improvvisa distruzione dei globuli rossi, e quindi si ha anemia emolitica con colorazione giallastra della pelle

Chi è affetto da Parkinson, deve prima di assumerle parlare con il proprio medico, in quanto le fave, essendo fonti di levodopa, possono interferire con i farmaci utilizzati per la cura della malattia.

Sono sconsigliate a chi soffre di diarrea, dato l’effetto lassativo di questi legumi, o a chi soffre di intestino irritabile.

 

 

 

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