La dieta “gluten free”

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Solo un italiano su cento è affetto da celiachia ma sempre più persone scelgono di seguire la dieta “gluten free” (circa 6 milioni, stando ai dati diffusi dall’associazione italiana di celiachia).

Complice anche la moda alimentare, diffusa da diversi personaggi famosi come Victoria Beckham, Gwyneth Paltrow, Lady Gaga, Elisabetta Canalis, e dal tennista Novak Djokovic, che esaltano la dieta “gluten free” come più salutare e amica della linea. Tuttavia, diversi studi dimostrano e sottolineano che la dieta gluten free in un soggetto non celiaco non porta alcun vantaggio, anzi, può fare aumentare il rischio di patologie cardiovascolari, di obesità e più in generale può sottrarre nutrienti nobili dalla dieta.

  • Uno studio pubblicato sul British Medical Journal condotto su 100 mila uomini e donne per un periodo di 26 anni, ha mostrato che il consumo di glutine non è in alcun modo associato ad un aumento del rischio cardiovascolare, mentre il consumo di alimenti gluten free può esserlo, anche solo per la sottrazione alla dieta di fibre, efficaci agenti per la prevenzione cardiovascolare.
  • “Nessuna ricerca scientifica dimostra che l’eliminazione del glutine faccia dimagrireAnzi in alcuni casi si rischia addirittura di ingrassare. Come afferma il dott. Silano, Coordinatore del board scientifico dell’Aic e direttore dell’unità operativa Alimentazione, Nutrizione e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità: “Due alimenti molto usati da chi mangia senza glutine sono il mais e le patate che sono naturalmente privi di questa proteina ma hanno un indice glicemico più alto rispetto al frumento. Questo significa che la dieta senza glutine ha un indice glicemico peggiore, per cui si ha fame con più frequenza e si rischia di mangiare di più”.
  • Uno studio, presentato al congresso dell’European Society for Pediatric Gastroentorology, Hepatology and Nutrition, dove sono stati analizzati circa 650 cibi, mostra inoltre che i cibi gluten free hanno più grassi, zuccheri (per renderli più buoni) e meno proteine di quelli normali. Tutto ciò può portare a un impoverimento dietetico e ad un aumento di peso, rischi accettabili se si è in presenza di celiachia, ma ingiustificati negli altri casi.

Non mangiare glutine per chi è sano non ha senso, non se ne trae nessun vantaggio e anzi ci si priva di mangiar del buon pane, o della buona pasta. La dieta senza glutine è invece essenziale per i pazienti celiaci. La celiachia non è un’intolleranza alimentare ma una malattia autoimmune, un’infiammazione cronica dell’intestino tenue, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti.

La diagnosi si effettua mediante esame di sangue, ma per la diagnosi definitiva è indispensabile una biopsia dell’intestino tenue, con il prelievo di un frammento di tessuto. Dall’esame istologico è poi possibile determinare l’atrofia dei villi intestinali.

La celiachia è una malattia irreversibile e chi ne soffre deve nutrirsi senza glutine per tutta la vita in ogni circostanza.  La dieta può e deve essere il più possibile varia, includendo soprattutto alimenti privi di glutine quali mais, riso, miglio, quinoa, oltre a frutta, verdura, legumi, uova, carne e pesce. Va prestata, inoltre, massima attenzione alla composizione nutrizionale dei prodotti trasformati imparando a leggere l’etichetta nutrizionale, obbligatoria per legge.

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