Il peperoncino

Posted by

Il peperoncino.

ll peperoncino rosso (Capsicum annuum) è una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Solanacee. La peculiarità del frutto è la piccantezza al palato, caratteristica che gli viene conferita dalla capsaicina, un alcaloide presente al suo interno in concentrazioni variabili a seconda della specie considerata.

  • Riduce l’assunzione di sale. Uno studio pubblicato sulla rivista Hypertension ha osservato che l’assunzione di cibi piccanti può ridurre significativamente la preferenza del sale, l’assunzione giornaliera di sale e la pressione sanguigna, modificando l’elaborazione neurale del gusto salato.
  • Ha effetti benefici sul sistema cardiovascolare. La capsaicina stimola il rilascio di CGRP un neurotrasmettitore ad azione vasodilatante, che riduce la pressione sanguigna. Per di più, uno studio pubblicato sul Jornual of Nutrition, sottolinea che il consumo regolare di peperoncino per 4 settimane aumenta la resistenza delle lipoproteine ​​sieriche all’ossidazione negli uomini e nelle donne adulte, contribuendo alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, come l’aterosclerosi e la cardiopatia coronarica.
  • Previene l’accumulo di peso. In uno studio pubblicato sulla rivista Phisiology and Behaviur, valutando il consumo calorico di 25 persone, è emerso che chi consuma peperoncino, ha una diminuzione del senso di appetito e tende a bruciare più calorie dopo un pasto. Sebbene l’esatto meccanismo d’azione non sia stato ancora compreso, sono stati proposti diversi meccanismi plausibili. Uno studio condotto sui ratti ha dimostrato che la capsaicina da un lato aumenta la secrezione di catecolamine ad effetto anoressigeno (dando sazietà e pienezza) dall’altro diminuisce la concentrazione della grelina ormone oressigeno (riducendo desiderio di mangiare e fame). Inoltre, si è visto che la capsaicina aumenta la termogenesi e il dispendio energetico tramite attivazione dei TRPV1 e successivo aumento dell’attività del sistema nervoso simpatico.
  • Un alleato per affrontare l’inverno. Si è dimostrato utile nella cura di malattie da raffreddamento come raffreddore, sinusite e nel favorire la digestione. Queste virtù sono dovute principalmente alla vitamina C, che rinforza le difese immunitarie e alla capsaicina, in grado di aumentare la secrezione di muco e di succhi gastrici. Il peperoncino, stimolando la peristalsi intestinale, favorisce il transito, l’evacuazione e, grazie al potere antibatterico ed antimicotico, evita la fermentazione e la formazione di gas intestinali e di tossine.
  • Potrebbe ridurre il rischio di mortalità. Uno studio cinese osservazionale, condotto per 7 anni su 487mila persone dai 30 ai 79 anni e pubblicato sul British Medical Journal, rivela che chi mangia piccante 1-2 giorni a settimana mostrava una riduzione del rischio di morte cardiovascolare e ischemie del 10% rispetto a chi mangiava piccante meno di una volta; percentuale che saliva al 14% tra coloro che consumavano cibi piccanti da 3 a 5 giorni a settimana. Successivamente, un altro studio osservazionale del 2017, pubblicato su Plos One,, e condotto su oltre 1600 persone monitorate per 20 anni nell’ambito della National Health and Nutritional Examination Survey III, ha dimostrato che il consumo regolare di questa spezia riduce il rischio di infarti e ictus, facendo calare la mortalità del 13%. Gli esperti per ora sono cauti; il meccanismo d’azione non è ancora chiaro, gli studi sono soltanto “osservazionali”, e pertanto sono necessari ulteriori approfondimenti tecnici per poter preparare vere e proprie raccomandazioni sullo stile alimentare. Saranno necessari ulteriori studi per stabilire se il consumo di cibo piccante sia in grado di migliorare la salute e ridurre il tasso di mortalità in modo diretto o se a contribuire ai risultati ottenuti sia anche altri fattori legati ad altri aspetti dello stile di vita.
  • Per quanto possa sembrare strano, il particolare meccanismo innescato dalla capsaicina, ovvero quello che causa la sensazione di dolore quando consumiamo del cibo piccante, ha in realtà profonde applicazioni nell’alleviare il dolore. Infatti il contatto della capsaicina con il corpo causa la trasmissione immediata di segnali di dolore al cervello, ma la fa seguire subito da un abbassamento generale dei segnali del dolore stessi. Esistono persino farmaci a base di Capsaicina utilizzati nel trattamento del dolore neuropatico periferico; un esempio è dato dalla specialità registrata Qutenza.

Le controindicazioni del peperoncino sono valide per coloro che soffrono di alcune patologie in particolare: ulcera, gastroenterite, cistite, epatite, emorroidi. I bambini sotto i 12 anni dovrebbero limitarne il consumo, visto che il loro apparato digerente è piuttosto delicato. Per evitare disturbi, dovrebbero limitarsi anche le donne in gravidanza o nel periodo dell’allattamento.

A volte si usa il peperoncino a livello topico, sotto forma di lozioni o creme. In questi casi è importante non farlo entrare in contatto con i tagli o le abrasioni della pelle, soprattutto quando si ha una cute sensibile e soggetta alle manifestazioni allergiche. Quando lo si taglia, è bene proteggersi con i guanti, per non provocare irritazioni alla pelle delle mani. Si deve avere cura di non portarsi le mani agli occhi, alla bocca o alle mucose. Se gli occhi si espongono al peperoncino, cominciano a secernere le lacrime, arrivando, nei casi più gravi, anche alla congiuntivite.

Annunci

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.