Il glucomannano.

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Il Glucomannano è una fibra alimentare solubile, estratta dal tubero o dalla radice della pianta Amorphophallus konjac.

                                                      Figura . Struttura di un segmento di Glucomannano.

È costituito da una catena polisaccaridica di beta-D-glucosio e beta-D-mannosio, a cui sono legati, tramite legami beta 1-4, gruppi acetili. Poiché l’amilasi salivare e pancreatica non possono dividere tali legami, il glucomannano passa relativamente immutato nel colon, dove viene fermentato dai batteri, portando a un ritardo dello svuotamento gastrico a causa “dell’effetto massa” gel viscoso, e contribuendo ad aumentare la sazietà.

Nel 2010, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha autorizzato l’utilizzo di questa fibra per il controllo del peso, secondo quanto previsto dal regolamento n°1924/2006, relativo alle indicazioni nutrizionali e salutistiche fornite sui prodotti alimentari.

In merito al controllo del peso, la sua efficacia è provata nell’ambito di una dieta ipocalorica, quando è contenuto in una quantità pari a 1 gr per porzione quantificata.

Il beneficio, dovuto alla capacità del glucomannano (GM) di formare una massa gelatinosa, che favorisce la distensione gastrica e attenua l’appetito, è associato all’assunzione giornaliera complessiva di 3gr, suddivisi in tre dosi da 1 grammo ciascuna da prendere con uno o due bicchieri d’acqua, prima dei pasti.

La quantità d’acqua è determinante per permettere alla massa di rigonfiarsi. In caso contrario potrebbe non sortire gli effetti desiderati o dare risultati opposti (per esempio stipsi anziché favorire il transito intestinale).

Segui la cura per 15 giorni, sospendi 2 settimane e poi ripetila. Se dopo le prime assunzioni si dovesse manifestare meteorismo, riduci le dosi. Per la sua azione lassativa, il glucomannano è sconsigliato in gravidanza e in presenza di gastrite e colon irritabile.

Tratto dal mio project work, pubblicato con Clioedu- Unitelma:

https://www.masteralimentazione.eu/pubblicazioni/project-work-realizzati/item/come-possono-interagire-gli-integratori-nella-dieta-sono-davvero-utili-o-a-volte-superflui

 

 

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