Il carbone vegetale.

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Il carbone vegetale, noto anche come carbone attivo, è una polvere nera ricavata dalla combustione, a temperature elevatissime, di legni dolci, preferibilmente non resinosi, come tiglio, pioppo, betulla o salice.

Proprietà.

Grazie all’elevato potere adsorbente sia nei confronti dei gas che di particelle solide, il carbone vegetale può essere utilizzato:

  • Nel meteorismo, per eliminare i gas intestinali e ridurre le flatulenze, dovute al solfuro di idrogeno prodotto nell’intestino.
  • Nelle forme diarroiche, in quanto si lega fisicamente sia ai germi patogeni sia alle tossine, migliorando il disturbo e regolarizzando la defecazione.
  • Nelle intossicazioni. Il carbone attivo viene usato come antidoto di alcuni agenti nocivi e anche in caso di sovradosaggio di alcuni farmaci come paracetamolo, salicilati, barbiturici e antidepressivi triciclici.

Spesso si dice che il carbone attivo abbia la capacità di sbiancare i denti, assorbendo la placca batterica. Tuttavia, non vi sono studi scientifici che confermino tale ipotesi, che è ancora tutta da dimostrare.

Uso.

SI consiglia di assumere l’integratore di carbone vegetale (1-2 compresse) con abbondante acqua prima o dopo i pasti principali. Generalmente è ben tollerato ma è da evitare un utilizzo prolungato nel tempo perché questo tipo di rimedio può provocare stitichezza.

Effetto indesiderato.

In seguito all’assunzione di carbone vegetale, le feci possono assumere una colorazione nerastra, in quanto il carbone attivo non viene assorbito.

Controindicazioni

Bisogna prestare particolare attenzione se si assumono farmaci dato che, il potere assorbente di questo rimedio naturale, potrebbe ridurne o annullarne l’efficacia. In genere, si consiglia di distaccare l’assunzione di carbone con quella dei farmaci di almeno 2 ore.

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