Gli Omega 3

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Gli omega 3 sono degli acidi grassi essenziali di fondamentale importanza per il corretto funzionamento del nostro organismo. Sono definiti “essenziali” perché il nostro organismo non possiede gli enzimi desaturasi, necessari per creare un doppio legame alla posizione ω-3, pertanto è importante introdurli mediante una corretta alimentazione.

I principali acidi grassi omega-3 sono rappresentati dall’acido alfa linolenico (ALA) e da due acidi grassi polinsaturi, con venti o più atomi di carbonio: l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesaenoico (DHA).

Proprietà principali.

Riducono i trigliceridi.

Diversi studi1-8 dimostrano che la supplementazione di omega 3, alla dose di circa 2-3 gr/die, per quattro settimane, riduce i livelli riduce i livelli plasmatici di trigliceridi di circa il 25-40%.

L’effetto ipotriglicerizzante degli ω3 sembra aumentare con livelli ematici di trigliceridi più alti.  Inoltre, è stato ripetutamente dimostrato che il DHA induce una maggiore riduzione dei livelli di TG, rispetto all’ EPA, a causa di una maggiore attivazione della lipoproteina lipasi (LPL), un enzima chiave coinvolto nella clearance dei trigliceridi.

Riducono il rischio cardiovascolare.

Tra gli studi di intervento, il primo a valutare gli effetti della supplementazione con omega 3 in pazienti a rischio cardiovascolare elevato è stato il cosiddetto “GISSI-Prevenzione”9, uno studio italiano, condotto in cento settantadue centri cardiologici. Al termine del periodo di studio, il trattamento con omega 3 si è dimostrato efficace nel ridurre del 10-15% l’incidenza della mortalità per infarto del miocardio, e del 40% della morte improvvisa.

Un altro trial di grosse dimensioni 10, ha inoltre dimostrato che la supplementazione con EPA (1,8 gr/die), in aggiunta alla statina , è in grado di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari fatali del 19%, a cinque anni, e che tale terapia combinata è sicura e più efficace di quella con un solo farmaco. Inoltre, la co-supplementazione è in grado di migliorare la grande elasticità delle arterie (+ 9%), ridurre la pressione sanguigna sistolica (-6%) e la pressione sanguigna diastolica (-6%)11 .

Le prove ottenute in animali e studi sull’uomo suggeriscono così che gli omega-3 influenzano molti passaggi del processo aterosclerotico 12-13. Nei vasi sanguigni, gli omega-3 :

  • migliorano la funzione endoteliale;
  • promuovono la vasodilatazione attraverso il rilassamento delle cellule muscolari lisce;
  • ritardano lo sviluppo delle placche e ne aumentano la stabilità;
  • esercitano azione antiossidante, anti-infiammatoria, con la produzione di mediatori antiinfiammatori e la mancata produzione di mediatori pro-infiammatori.

Tutto ciò riduce, così, il rischio di malattia coronarica, nei soggetti ad alto rischio con ipercolesterolemia familiare.

Le linee guide europee per il trattamento delle dislipidemie 8, sottolineano che l’assunzione di pesce (almeno due volte a settimana) e l’utilizzo di integratori omega 3 a basso dosaggio (250 mg di EPA e DHA) riducono il rischio di morte cardiovascolare e di ictus nella prevenzione primaria, ma hanno effetti minimi sul profilo lipidico. Gli effetti di riduzione dei livelli dei TG, in seguito a supplementazione con omega 3, si hanno, infatti, a dosi farmacologiche di 2-3 gr/die. 

Dove si trovano?

Tra i cibi che contengono maggiori quantità di omega 3 vi sono:

  • Il pesce azzurro (acciughe, sgombro, aringhe, tonno, trota, salmone)
  • I crostacei (cozze, vongole)
  • Le noci secche
  • I Semi di soia
  • I Semi di lino
  • I Semi di zucca
  • Spinaci, cavolfiori

Qualora l’alimentazione non sia sufficiente ricca di questi alimenti si può ricorrere agli integratori.

Bibliografia.

  1. Shearer GC, Savinova OV, Harris WS. Fish oil—how does it reduce plasma triglycerides? Biochem Biophys Acta. 2012;1821 (5):843–51.
  2. Eslick GD, Howe PR, Smith C, Priest R, Bensoussan A. Benefits of fish oil supplementation in hyperlipidemia: a systematic review and meta-analysis. Int J Cardiol. 2009;136(1):4–16.
  3. Jacobson TA. Role of n-3 fatty acids in the treatment of hypertriglyceridemia an cardiovascular disease. Am J Clin Nutr. 2008; 87:1981–90.
  4. Pirillo A, Catapano AL. Omega-3 polyunsaturated fatty acids in the treatment of atherogenic dyslipidemia. Atheroscler Suppl. 2013;14 (2):237–42.
  5. Wei MY, Jacobson TA. Effects of eicosapentaenoic acid versus docosahexaenoic acid on serum lipids: a systematic review and meta-analysis. Curr Atheroscler Rep. 2011;13(6):474–83.
  6. Jacobson TA, Glickstein SB, Rowe JD, Soni PN. Effects of eicosapentaenoic acid and docosahexaenoic acid on low-density lipoprotein cholesterol and other lipids: a review. J Clin Lipidol. 2012;6(1):5–18.
  7. Goyens PL, Mensink RP. Effects of alpha-linolenic acid versus those of EPA/DHA on cardiovascular risk markers in healthy elderly subjects. Eur J Clin Nutr. 2006;60(8):978–84
  8. Alberico L. Catapano, Ian Graham, Guy De Backer, Olov Wiklund, M. John Chapman, et al. EAS Guidelines for the Management of Dyslipidaemias 2016. Eur Heart J (2016) 37 (39): 2999-3058
  9. Marchioli R, Barzi F, Bomba E, et al.; GISSI-Prevenzione Investigators. Early protection against sudden death by n-3 polyunsaturated fatty acids after myocardial infarction: time-course analysis of the results of the Gruppo Italiano per lo Studio della Sopravvivenza nell’Infarto Miocardico (GISSI)-Prevenzione. Circulation 2002; 105:1897-903.
  10. Yokoyama M, Origasa H, Matsuzaki M, et al. Japan EPA lipid intervention study (JELIS) Investigators. Effects of eicosapentaenoic acid on major coronary events in hypercholesterolaemic patients (JELIS): a randomised open-label, blinded endpoint analysis. Lancet 2007; 369:1090-8.
  11. Chan DC, Pang J, Barrett PH, Sullivan DR. Effect of omega-3 fatty acid supplementation on arterial elasticity in patients with familial hypercholesterolaemia on statin therapy. Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2016 Aug 3. pii: S0939-4753(16)30119-3.
  12. Casanova MA, Medeiros F, Trindade M, Cohen C, Oigman W, Neves MF. Omega-3 fatty acids supplementation improves endothelial function and arterial stiffness in hypertensive patients with hypertriglyceridemia and high cardiovascular risk. J Am Soc Hypertens. 2016 Oct 26. pii: S1933-1711(16)30548-4.
  13. Colussi G, Catena C, Novello M, Bertin N, Sechi LA. Impact of omega-3 polyunsaturated fatty acids on vascular function and blood pressure: Relevance for cardiovascular outcomes. Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2016 Jul 26. pii: S0939-4753(16)30118-1

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